venerdì 17 dicembre 2010

Dell'isteria di conversione (frammenti di un dialogo a cena)

''L'invidia tiene insieme il mondo''
W. Bion
Mentre lei parlava del delirio a cui aveva assistito, aveva quasi voglia di piangere. Non lo faceva. La rabbia era tanta che le lacrime non erano degne di potersi esprimere. Non ne erano all'altezza. E ingoiava sale.

''Esistono molti tipi di isteria, uno di questi è l'isteria di conversione.''
Queste parole mi risuonavano nella testa come un mantra, l'avevo già detto molte volte che si trattasse di isteria. Di conversione.
No, avevo spiegato mille e ancora mille volte, non è l'argomento della mia tesi, ma senza queste donne, io non lo avrei mai potuto intraprendere questo percorso, il mio, tutto il decorso a monte.
Senza queste donne non esisterebbe la psicoanalisi come la conosciamo oggi. E senza mr Freud, naturalmente.

Poi lei continuava a sperare di poter capire, o meglio, di poter cambiare le carte in tavola. Era incredula, ma nonostante tutto, combattiva.
''E quindi perchè l'epilessia non si vede? E' stata una crisi epilettica, come sempre.''
Perchè non c'è.

''Ma se non  è epilessia, allora cos'è? E che vuol dire isteria?''
Di conversione.

L'isteria di conversione è il mio background teorico.
Come faccio a dirle che è più grave di quello che vorrebbe sentirsi dire?
Non posso dirlo o devo dirlo?
Conosco i perchè, conosco la storia personale, conosco il modo di dire che non c'è verso di aggirare il problema. So che ha bisogno di sperare. Di arginarsi.

''Senza supporto non si va da nessuna parte.''
''Ma lei non si ricorda mai nulla di quello che ha fatto durante le crisi!"
''E' criterio di psicopatologia: lo chiamiamo rimozione e vuol dire che dimentichi quello che non vuoi ricordare''.
''Ma se poi glielo dico, mi dice che non è vero! E che mi sono inventata tutto e che quella pazza sono io!"
''E' criterio di psicopatologia: la chiamiamo negazione. Vuol dire che si da una giustificazione dicendo che non è vero.''
''Ma poi ricorda cose che non sono successe, parte reale e parte inventata''.
Amnesia? Paramnesia?
''E' criterio di psicopatologia. Vuol dire che si inventa dei ricordi consolanti, così non ha motivo di dirsi la verità''.
''Come faccio?''
Da sola non ce la puoi fare. E non la puoi costringere.
Allora?
Allora aiutati: cerca un professionista e se non ti piace cambialo. Trovatene un altro e racconta la stessa cosa.
In 100 minuti non comprometti nulla della tua privacy, è troppa di più.
"Ma non sono io a star male, almeno non così...''
Non posso spiegarti esattamente il perchè, ci rimarresti male e non lo potresti capire. Ti posso solo dire che se tu ti aiuti a sostenere questo momento, le cose cambiano.
E una parola sola, stavolta inizia a ripetersi compulsivamente nella mia mente:
Invidia.

2 commenti:

Cassandra ha detto...

ma lo sai che è davvero una cosa su cui pensare? ci sono epilessie che non si "vedono" dagli EEG e sono simili a terrori notturni, e scadono poi nel sonnambulismo e nella rimozione del ricordo, potresti scriverci un saggio! ^^
oh mio piccolo genio!

Selenia ha detto...

Gliene hanno già scritti tanti :D
Io non ho inventato nè scoperto nulla che non fosse già largamente discusso.
MI limito a dare qualche spicciola spiegazione alle persone che ne hanno necessità ;)
:*****