mercoledì 14 dicembre 2011

E' quasi magia Giorgio!

Entriamo in una sala in cui regna l'extralusso, musica classica e depliant con brevi spiegazioni di accessi ai vari master e specializzazioni della scuola in questione.
Veniamo ricevuti da alcune donne, gonna corta e tacco alto (alle 11.00 del mattino!) che al confronto le veline possono vergognarsi, saliamo al piano superiore: un secondo scenario ultra lussuoso si profila davanti a noi, con tanto di libreria semovente nella quale si infila una delle donnine per prendere qualcosa come dei documenti...
Intuisco solo in un secondo momento che si tratta di psicoterapeute docenti della scuola, di cui una porta lo stesso cognome del Maestro che avremo l'onore (e l'onere) di vedere all'Opera, quando si struttura l'Open Day vero e proprio.
Trepidanti di iniziare un 'confronto interattivo', una delle docenti Barbie standard pone una domanda, anzi no, LA domanda: ''quanti di voi hanno letto i libri di N.?'' Tutta l'ala sinistra alza la mano. ''Chi ha letto i libri consigliati in bibliografia per l'invito?'' Tutta l'ala sinistra e l'ala destra alzano la mano.
''Chi non ha letto niente?'', io e la mia amica alziamo la mano.
Bene, vista la posizione di svantaggio in cui vertiamo io e lei, il 'dialogo' inizia proprio indicando me: Doc:- Cosa vi conduce fin qui?
io:- Sto attraversando un momento in cui devo/vorrei definire la mia dimensione di marketing nello scenario psicoerapeutico italiano e voglio farmi un'idea globale e completa per un mio investimento.
(16.000 euro divisi in 4 anni più spese varie per il corso di formazione mi sembrano una cifra degna di essere definita ''marketing'', ma questo termine viene subito bollato da Barbie girl come ''cinico'', ''crudo'', ''cattivo'', quasi... ''perfido''... perché ''uno psicoterapeuta è uno stratega, sempre!" A questo punto mi chiedo quanto 'costa' lei, visto che la parola marketing sembra tanto fuori luogo...).
Interrompe il piacevole scambio di opinioni il dott. Giorgio in persona (il Maestro!) che esorta a iniziare la giornata con la visione dei casi clinici da lui stesso trattati affiancato dagli studenti-belle statuine* di ultimo anno.

''Il metodo N. è un'evoluzione della scuola di Palo Alto e riprende parte della Gestalt di Wundt e Brentano, ma prende le distanze dalla psichiatria, dalla psicoanalisi (qui mi gratto), dal mondo medico, e dal comportamentismo e cognitivismo, nonostante ne sincretizzi qualcosa (cosa?)''

A questo punto mi si chiarisce un punto fondamentale: sono approdata sul set reale e parallelo di Vanilla Sky: la realtà è tutta questione di ''percezione''!
Da qui in poi mi è impossibile spiegare parte del metodo che ho avuto modo di visionare  perché, di fatto, è molto complicato, soprattutto per i non addetti ai lavori, vi basti sapere quanto segue:
- tutto (o quasi) può passare in dieci sedute di psicoterapia*
- se oltre queste dieci sedute non è ancora avvenuto ''lo sblocco''  o ''il cambiamento'' (così da loro definito), il terapeuta ha l'obbligo di rimandare il paziente da un altro collega (stessa scuola, stesso metodo, ovviamente!)
- se il paziente si rende conto di avere a monte del problema che porta inizialmente, un altro problema ''si apre un'altra scatola e si richiedono altre sedute per un nuovo trattamento''
- anche un malato terminale di cancro, o un familiare dello stesso può ''percepire il tempo che gli resa come il miglior tempo possibile'' (segue sorriso da diecimila euro della Lady doc contro mascella per terra della mia amica)
- se un tossicodipendente non smette di drogarsi... NO TERAPIA! (Indovinate un pò? viene rimesso ad una di quelle pessime comunità! Oooh!)
- nella media, tutte le addiction (dipendenze) passano alla svelta
- varie ed eventuali.

In pochissime parole: un sintomo viene spostato su un'altra parte della struttura percettiva dell'Io e per quei fessi degli psicoanalisti classici a cui piace menarsela tanto, tornerà in circolo nel complesso energetico psichico, ergo, si rimanifesterà con un altro problema!

A questo serve ''l'Ipnosi senza trance'' che di fatto esiste ed è una tecnica seria ed efficace, e, di fatto, mi sono chiesta se è giusto trattare il subliminale di un essere umano a sua insaputa inducendolo, seppur a fin di bene, a percepire una realtà paradossalmente altra dalla Sua.
Mi sono chiesta: ma la pubblicità non agiva allo stesso modo finché in Italia è stato vietato l'uso del messaggio subliminale?
(E' chiaro che si tratta di tecniche minimamente differenti ed è altrettanto chiaro che se uno vuole subire il subliminale è un suo diritto esercitarlo, in scienza e coscienza!).

Il mio percorso di visione all'interno della bottega di Alì Babà si conclude con la fatidica domanda: '' Prof. N., avete parlato di comunicazione, di percezione, di emozione: come mette in relazione il suo mirabile metodo con l'alessitimia?''
Apprendo in quel momento l'Ira di Idra:
N.-''Che cosa vuol dire A L E S S I T I M I A ?''
io: (rispondo)
N.:-"E chi ha coniato tale termine?''
io:-(rispondo)
e così via per l'approccio, per il periodo storico e il significato del costrutto, segue:
N.:-E quindi? NON E S I S T E!
io:- (A ME!?) Bene, mi basta.
N:-  dica a questa gente che inventa stupidaggini che studino meglio, MOLTO meglio la psicofisiologia dell'essere umano!

***
Irritata ma anche molto divertita, corro dal mio Chiarissimo/Spett.Le Prof. a raccontare l'accaduto.
Trovate qui la sua risposta.


A bientôt.

*Ogni psicoterapeuta sulle prime fa la bella statuina, solitamente in affiancamento.




2 commenti:

La Bettina ha detto...

certo immagino che ti abbia convinta che non esiste. straccia la tesi zia Sele perché hai perso i tuoi ultimi anni a studiare boiate.... :-P

Selenia ha detto...

ahahah!
Ma non è importante che uno ''ci creda'' o meno, sono scuole di pensiero, in fondo.
La cosa grave è screditare l'operato altrui, sopratutto se in mezzo ci vanno i soldi...

Bacio nipotonzola! :*